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Perché l’Associazione l’Abbraccio propone ai
suoi bambini un laboratorio di musicoterapia?
La prima definizione della musicoterapia (MT) a
cui generalmente mi riferisco quando mi vengono chiesti chiarimenti su
questa disciplina giovane e ancora poco diffusa in Italia, la prendo
direttamente dai protocolli della WFMT, ossia la Federazione Mondiale di
Musicoterapia.
Ecco cos’è la MT secondo la WFMT: “La
musicoterapia è l'uso della musica e degli elementi sonoro/musicali nei
processi che tendono a facilitare la comunicazione, la relazione,
l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri
rilevanti obiettivi terapeutici, al fine di soddisfare le necessità
fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.”
Questa definizione, che può apparire generica ad
una prima lettura, contiene molti elementi utili alla comprensione della
MT.
Con il tempo e l’osservazione ho
imparato che non esiste una terapia che per tutti sia assolutamente più
efficace delle altre. Non credo dunque nel primato di questa o quella
tecnica o metodologia, né tantomeno sostengo - direttamente o
indirettamente - un qualche primato della MT. Ma ogni tappa nei percorsi
terapeutici, come la vita in fondo, ha le sue caratteristiche dominanti.
Nella musica, nel ritmo, nelle
melodie infantili, ma persino nel suono del fiato, risiedono elementi di
grande fascino ed attrattiva per molti di noi. Suoni che vibrano come se
ci riguardassero da sempre, anche se ad un livello profondo e senz’altro
difficile da descrivere. Una melodia che ci commuove, un rumore che non
vorremmo sentire, il suono familiare di quella voce, una canzone che ci
riporta all’istante a quel momento di vent’anni prima. Nella nostra
mente succedono cose simili con pochi altri stimoli. La musica evoca, e
il mondo sonoro, evoca ancora più profondamente, agendo un po’ come
certi ricordi lontani, e gli odori dell’infanzia. La musica utilizzata
nella MT è quella che si articola liberamente nelle sue molteplici
forme: quella dei cd ma anche i rumori di fondo, i rumori ambientali,
quelli della natura come il vento, un cane che abbaia (ma all’Abbraccio
abbiamo l’onore di avere nel campo sonoro percepibile anche gli asini -
animali meravigliosi – che talvolta ragliano vigorosi), il suono del
corpo che si muove, la musica che deriva dalla manipolazione degli
strumenti, la voce che va dove vuole…
Su questo tipo di suggestione è nata
per me l’attrattiva verso una terapia “leggera”, rispettosa dei tempi e
della realtà dell’altro, perché basata sull’ascolto. Queste
caratteristiche mi interessano, e in quanto interessanti le utilizzo
nelle sedute di MT. E’ quasi come il mondo degli affetti: ognuno ha il
suo, ma tutti ne abbiamo uno. Questo punto di vista ci facilita nella
ricerca di un aggancio, qualunque sia la situazione di partenza.
All’Abbraccio si parte con bambini
che con la musica si attivano, si concentrano, condividono piccole e
grandi esperienze di crescita.
E tutto questo non è mai
poco.
info@abbraccio.it
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